Riparte il Journal, dalla relazione tra la medicina e la persona. Gemma Migliaro

dopo circa due anni di assenza il Journal of Medicine and  the Person ritorna con questo numero speciale che raccoglie gli atti del Convegno  Nazionale “La cura al confine. Le relazioni di cura tra incontro e cultura dello scarto” svoltosi dal 27 al 29 ottobre 2016 a Seveso e Milano.

In questi anni la vita del giornale è stata segnata dalla fine del rapporto editoriale con Springer e Verlag, che voglio ringraziare per  la lunga collaborazione e il sostegno nella pubblicazione e diffusione del giornale. Un grazie particolare va alle dottoresse Federica Polverosi e Carlotta D’Imporzano.

Non dobbiamo dimenticare il prezioso lavoro del prof. Lodovico Balducci che, nella sua qualità di  editor in chief,  ha  condotto brillantemente la rivista fino al termine delle pubblicazioni .

Purtroppo, in questo “cambiamento di epoca”, la crisi economica ha coinvolto anche la realtà del Journal, per cui non è più stato possibile sostenere gli oneri di una pubblicazione  come in allora strutturata.

Anche l’Associazione Medicina e Persona ha dovuto dimensionarsi in modo più agile, con una nuova sede più piccola, una segreteria basata sul volontariato, ma anche un rinnovato sito web (www.medicinaepersona.org), che vuole essere la “casa” di tutti gli associati e simpatizzanti che lavorano in Italia e all’estero.

Una delle attività più significative all’interno dell’Associazione è rappresentata dall’impegno del gruppo degli operatori psicosociali, che da diversi anni portano avanti un lavoro di riflessione sul tema della cura coinvolgendo diversi operatori – medici, psicologi, educatori, infermieri, assistenti sociali, ecc. – per approfondire argomenti, confrontare esperienze, elaborare giudizi, aprire questioni nuove.

Dal 2008, maturata l’esigenza di condividere questo lavoro, sono stati organizzati convegni con cadenza biennale che hanno proposto temi di reale interesse per tutti coloro che operano nella sanità ed i loro titoli, che di seguito riportiamo, lo esprimono molto bene. Gli atti dei convegni sino al 2012 sono stati pubblicati sul sito dell’Associazione ed anche in forma cartacea.

In questa sede preme sottolineare quello che ci sembra, non casualmente, il leit-motiv comune che li percorre come un filo rosso: l’approfondimento del rapporto tra la medicina e la persona, non in astratto, ma dentro il contenuto e i metodi propri della professione. Infatti temi scelti – da La speranza e la cura (2008), Il fattore umano (2010), Un conoscere condiviso (2012), sino a Il soggetto e i percorsi di cura (2014) – documentano la preoccupazione di conservare, far crescere, rivitalizzare un sapere medico e una cultura dell’operatore sanitario che, nell’attenzione e nell’apprendimento delle imponenti novità tecnologico-scientifiche e organizzative di questi ultimi anni, rimangano ancorati ad una priorità: che la cura si fonda (“consiste “) in un rapporto tra persone.

Un altro elemento che ha caratterizzato i nostri convegni è stato il raccogliere la sfida portata dal progressivo mutamento delle condizioni sociali, economiche e politiche.

Ciò è stato particolarmente evidente nell’ultimo convegno, i cui atti integralmente qui rendiamo pubblici e fruibili a tutti. Inoltre, a breve seguirà la pubblicazione degli atti del precedente convegno, sul soggetto e i percorsi di cura, che in una certa misura ha idealmente generato questo.

Come appare evidente dalla lettura dei contributi, i vari relatori – portatori di competenze ed esperienze molto diverse – hanno compiuto un reale lavoro personale di approfondimento, interrogandosi in prima persona sul tema dell’evento e offrendo riflessioni spesso impegnative, oltre che mettendosi in relazione dialettica e collaborativa tra di loro e con i partecipanti nelle varie sessioni sia plenarie che parallele.

Potremmo dire che tutti quanti noi che eravamo presenti abbiamo sperimentato cosa significhi : “[…] occuparsi di iniziare processi più che di possedere spazi[…]” ( Evangelii Gaudium 223 )

In ultimo, ma prioritario per importanza, vorrei sottolineare come tutto il lavoro del convegno sia nato da una sinergica e cordiale collaborazione dei molti attori coinvolti con Medicina e Persona e come, in particolare, sia stato pensato, sviluppato ed elaborato insieme alla Diocesi di Milano e alla Caritas ambrosiana.

Gemma Migliaro

Presidente Associazione Medicina e Persona

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