Le famiglie in rete: analisi di un processo di crescita

Rosa Pinto . MD Psichiatra Psicoanalista, Docente Scuola di Psicoterapia COIRAG – Bari

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Premessa 

La malattia mentale di un membro modifica di fatto l’intero ambiente familiare, lo stile di vita ed ha ricadute pesanti anche sulla salute mentale degli altri componenti il nucleo. Le fasi di esacerbazione dei disturbi psichici fanno oscillare la famiglia tra moti di speranza e sentimenti di delusione, rassegnazione, impotenza associati al desiderio di espulsione del membro malato.

Nelle famiglie super coinvolte i tempi di riposo sono coartati e i membri sono sottoposti ad uno stato di stress emotivo cronico. I contatti sociali, poi, si riducono in numero. Si creano, inoltre, conseguenze economiche all’interno del sistema familiare, caratterizzate dal ridimensionamento dell’attività produttiva o da perdita di giornate lavorative.

Diventa quindi strategico, “considerare la famiglia non solo come referente del caso, ma anche come “agente di cura”.

La soluzione consiste nella creazione di gruppi di self-help, che sono finalizzati all’automutuo aiuto.

“Aiutare gli altri è un po’ aiutare se stessi”

Approccio eco sistemico eclettico

Il seguente lavoro analizza in longitudinale (durata 5 anni) il processo di cambiamento di n. 5 Gruppi di Automutuoaiuto (GAMA), la cui epistemologia si ispira al Modello Hudolin, confrontato con un campione di n. 5 GAMA privi delle varianti cosi articolate:

n. 3 incontri di intergruppo GAMA durante tutto l’arco di ogni anno.

n. 3 Workshop esperienziali di Gruppi Allargati durante tutto l’arco di ogni anno, avente come finalità la costruzione di una comunità più sana.

I GAMA sono costituiti da due fino a dodici famiglie con problemi psichiatrici complessi, che interagiscono, confrontandosi nell’Hic et nunc”, per il cambiamento dello stile di vita di tutti i componenti le famiglie. I gruppi sono semiaperti, spalancati alle relazioni sociali esterne e del territorio, tese verso collaborazioni con tutte le istituzioni pubbliche e private interessate.

Ogni gruppo è affiancato da n. 2 facilitatori volontari, che hanno ricevuto una formazione di base di cinquanta ore, che regolarmente si aggiornano e che facilitano la comunicazione fra tutti i membri del gruppo . Inoltre, i facilitatori incoraggiano il processo di cambiamento dei membri, assicurano il buon funzionamento del gruppo, creano un clima sicuro, incentivano lo sviluppo di apertura verso gli altri e la ricerca di nuovi significati della propria esistenza. Essi sono super visionati da una gruppo- analista con frequenza quindicinale.

I modelli epistemologici utilizzati:

1 . Per i GAMA multifamiliari ci si ispira alla teoria ecologico-sociale (TES) che disegna un approccio epistemologico definito in termini di “costruzionismo complesso” (De Leo e Patrizi, 1992) nel senso di sfruttare il pensiero circolare, che incede dal tutto alle parti e dalle parti al tutto.

2. Incontri di intergruppo. Si tratta di Interazione fra i membri dei diversi GAMA nella cornice di esperienze ludiche interattive, sollecitate da animatori, che utilizzano stimoli multisensoriali o anche immagini filmiche, che incrementano riflessioni per un cambiamento di mentalità. Altre volte viene utilizzato il corpo per drammatizzazioni per risonanze autoriflessive. Spesso gli incontri conviviali: pranzi gite…favoriscono un clima di scambio familiare.

3. Gli Workshop. Lo studio dei gruppi allargati degli autori inglesi, che lavorano al Tavistok Institute di Londra (M.P.Turquet), è interessante per la ricerca dei processi inconsci, più rari e meno visibili nei piccoli gruppi.

Il processo che si attiva in un gruppo allargato penetra i livelli di profondità psicologica, che va oltre l’inconscio psicoanalitico. Tante persone sconosciute riunite insieme danno vita a cambiamenti insospettati, sviluppano la cultura socio-terapica, che favorisce lo spiegarsi della “funzione riflessiva, di pensiero, di contenimento di ansia e di trasformazione dell’ansia primitiva in segnale di ansia per l’esercizio delle funzioni del processo secondario e del sistema conoscitivo del se” (M. Pines). Ipotesi di lavoro :

valutare se la partecipazione dei membri dei GAMA agli Workshop potesse facilitare ed accelerare l’apertura al sociale dei partecipanti;

sviluppare la cultura di gruppo in contrasto con il familismo amorale tipico della cultura meridionale e del sentire mafioso;

incrementare la co- costruzione di una rete virtuosa;

fornire ai membri dei GAMA una opportunità di esplorazione delle dinamiche del profondo.

Tematiche affrontate durante gli workshop

Le tematiche trattate durante gli Workshop (W) in sequenza erano dedotte dall’analisi degli W. precedenti tenendo conto della dinamica e delle tematiche inconsce appena sfiorate e/o latenti.

“Costruzione della rete in progress”

“Verso una rete di gestione sociale”

”Criticità nella gestione della rete: Invidia”

“il potere invisibile”.

“rivalità e cooperazione”

“il maschile e femminile in lotta”

“ La ricomposizione fra maschile e femminile: Possibilità e limiti”

Parametri considerati

Variazione dei partecipanti gli Workshop

Valutazione degli accadimenti degli Workshop

Analisi dei VAMA somministrati ai membri dei GAMA

Analisi delle supervisioni dei Facilitatori dei GAMA

Le esperienze di intergruppo

Out come dei membri dei GAMA

Considerazioni e resistenze 

1.Variazione dei componenti gli Workshop. Nei primi 2 Workshop si notava la presenza dei pazienti dei GAMA con operatori; durante i 5 W. successivi prevaleva la presenza di operatori, si notavano i pazienti definiti “pazienti informatori”GAMA ;

2. Valutazione degli accadimenti degli Workshop. Si seguirà nella valutazione due tipi di pensiero:

Quello regolato, che rappresenta quel ragionare verbale che è frutto del razionale coordinamento di concetti ed è il più recente e sofisticato prodotto elaborativo.

Quello onirico riferito al sogno ai simboli, potenti elementi sincretici di concetti ed immagini inesprimibili. Se il pensiero onirico è “regressivo”, il sogno è un ritorno all’infanzia ed in tale accezione i miti sono pensati come i visioni oniriche secolari dell’umanità ed i sogni come mitologie soggettive .

Eventi storici -sociali che incidono sulle dinamiche degli W. e le relazioni con le istituzioni .

A Pensiero regolato 

nei primi 2 W. I membri GAMA manifestavano il bisogno di visibilità, di appartenenza, posizionandosi spazialmente insieme.

La fase elaborativa della esperienza degli W. avveniva prevalentemente durante gli incontri GAMA piuttosto che durante il W.

Gli operatori marcavano il confine di ruolo, evitando la integrazione con i pazienti.

Vi era anche da parte dei pazienti una collusione con gli operatori investiti di onnipotenza. Essi preferivano rifugiarsi nel GAMA per poter filtrare i vissuti degli W. grazie ai report dei “pazienti informatori”.

Si notava il gap configuratosi fra gli W. “Emancipanti”, in cui era garantita la libera espressione dei bisogni degli utenti e degli operatori e l’arroccamento difensivo del DSM dopo il decesso della dr. Labriola. Emergeva una dinamica istituzionale di tipo paranoideo fondata sul sospetto, che criminalizzava gli utenti perché capaci di uccidere. Si innescava un giro vizioso che peggiorava la qualità delle relazioni al punto da indurre nuova violenza. Infatti, si verificò il suicidio di una paziente simbolo delle lotte per realizzazione della L 180 . Questo evento sembrava sancire la fine di un’era!

Durante gli W. i pazienti e gli operatori non assuefatti alla dinamica paranoide manifestavano il dolore della perdita, il rischio di morte e la precarietà. Il W. si configurava come il “gruppo di fratellanza di bambini orfani dell’istituzione “, che combatte il drago della paura.

B Pensiero onirico

Il processo dei vari Workshop ha avuto una evoluzione elicoidale con movimenti ascensionali e discensionali sempre tendenti verso l’alto. Il livello inconscio ha mostrato un processo altalenante segnalato dalla comparsa degli archetipi della grande madre e padre nei 2 aspetti positivo e negativo, i simboli “trasformativi” del vecchio saggio, dell’eroe dell’Uroboro del maschile e femminile fino alla “conjunctio” unione trasformativa di sostanze dissimili, che insieme, attivano energia, introspezione e conoscenza.

I miti e gli archetipi sono in grado di indicare le vie più profonde dell’esistenza.

Essi parlano direttamente alla nostra anima, superando la riduttività di un discorso razionale; in quanto capaci di riflettere una struttura psicologica umana basilare, essi contengono anche un significato universale. (Murciano)

C Eventi storici -sociali 

Essi incidono sul W. e sulle relazione con le istituzioni

Il trauma vissuto a livello psico-inter-istituzionale e sociale ha scatenato un clima di aggressività con conseguente penalizzazione e criminalizzazione degli utenti. La reazione difensiva delle istituzioni ha peggiorato la qualità delle relazioni al punto da indurre nuova violenza. “Tutti dobbiamo affrontare i mostri di dentro. Ognuno di noi ha il suo vuoto e il suo pieno”. “La creazione di stigmi e pregiudizi è figlia della paura che serpeggia…”

3. Esame generale dei risultati complessivi dei VAMA somministrati trimestralmente ai 5 GAMA per 5 anni

Area delle relazioni sociali ed il territorio. Il processo appare lento nei primi 2 anni, ma è continuo e risulta efficace.

Aree delle attività interne al gruppo. La trasformazione positiva riguarda: lo stato d’animo, la qualità della vita nella zona d’abitazione ed il miglioramento della vita sociale e della vita in generale .

Il giudizio personale sugli effetti della partecipazione al gruppo. Il gruppo fornisce un efficace aiuto, incrementa la fiducia in se stessi in modo significativo, contribuisce a vivere una vita più attiva.

L’utilità che si pensa di avere per gli altri membri. Ognuno diventa a sua volta in grado di fornire aiuto agli altri membri ed anche ad amici.

Dopo 3 anni i valori sono alti e più rapidi confrontati col campione di riferimento.

4. Supervisione dei Facilitatori – Analisi in longitudinale della dinamica dei GAMA

Il gruppo da essere rete informale diventa rete formale, famiglia sostitutiva delle proprie famiglie d’origine.

favorisce atmosfere che orientano il GAMA verso l’analisi del ciclo vitale individuale e familiare co-gestito in gruppo mediante i riti di passaggio.

È terapeutica la narrazione e la ridefinizione degli eventi in chiave innovativa e positiva.

il gruppo rappresenta un microcosmo dove, come in un laboratorio palestra, ci si esercita a vivere la guarigione sociale con uno sguardo aperto al futuro.

5. Le esperienze di intergruppo

Inizialmente nei gruppi emergevano le figure di spicco: il presidente, il segretario, il tesoriere. Successivamente altri membri mostravano le proprie qualità come la composizione di poesie, performance di musica e di ballo, durante attività ludiche.

Le attività di interfacciamento, finalizzate all’integrazione fra i vari membri dei GAMA mediante giochi, che oltrepassavano il confine GAMA, rappresentano una metodologia efficace per i GAMA.

6. Outcome

i GAMA delle famiglie dei pazienti più regrediti dopo 4 anni hanno prodotto lo svincolo dei pazienti dall’invischiamento omeostatico familiare. Vi è stata la gemmazione di 2 gruppi composti dai famigliari e l’altro di soli pazienti divenuti più attivi socialmente.

I GAMA delle famiglie di utenti con patologie più lievi presentavano un turn-over più veloce. Alcuni uscivano dai gruppi dopo 3 anni, avendo modificato lo stile di vita, altri preferivano allontanarsi dai GAMA per la risoluzione delle problematiche proposte dopo 2 anni.

Bibliografia

Gaetano De Leo, Patrizia Patrizi, Psicologia della devianza, ed. Carrocci, Roma, 2002;

Guidoni G., L’approccio ecologico-sociale e la psichiatria, in Atti IV Congresso Nazionale dei Club degli Alcolisti in Trattamento, La gioia di vivere, Trento, Centro Studi e Documentazioni sui Problemi Alcolcorrelati, 1996;

Vladimir Hudolin, Alcolismo, Episteme, 1987;

Vladimir Hudolin, Famiglia, Territorio, Salute mentale, ed. gr. Buttazon, 1985;

L. Kemberg, il gruppo allargato dinamica e terapia, ed. Armando Armando, Roma 1975;

Rosa Pinto –“ Le famiglie pietrificate” pag. 38-Rivista: Rocca, n.1 1 Gennaio 2013.

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